È un luogo celebre della musica italiana. Da circa una decina di anni è stato riaperto il Nuovo Cinema Astra che ha ospitato in questi anni eventi internazionali. Anche la storia della musica e del cinema sembrano sempre più legate tra musica, immagine e città di Castelfidardo.
Sono stati ospitati nella patria della fisarmonica: "Rassegna internazionale del Cineamatore", Il "Festival Nazionale della canzone per bambini", "Il Trofeo Mondiale della Fisarmonica" e molti concerti di personaggi di elevata statura artistica: I Nomadi, le Snobs, Milva, Vinicio Caposella, Avion Travel e Angelo Branduardi. Il "Nuovo Cinema Astra" ospita, inoltre, il prestigioso "Premio di Fisarmonica" (ottobre) che da alcuni anni è riservato ai solisti ed ai complessi. Il concorso è diventato dal 1987 internazionale vista la provenienza sia dei partecipanti sia dei componenti della giuria. Una sezione del premio è stata dedicata alla musica per il "Premio Città di Castelfidardo" riservato ai soli solisti.
La popolarità della fisarmonica ha interessato anche grandi musicisti. Lo dicono le note musicale e le tante partiture scritte per la fisarmonica. Addirittura Petr Ilic Ciaikovski nel 1883 introdusse una parte per accordeon nella Suite n. 2 in Do Maggiore, mentre Umberto Giordano nel 1898 fece suonare la fisarmonica nel terzo atto della Fedora. Alban Berg. Ma il vero pezzo forte della città di Castelfidardo è il "Premio Piazzola". È un concorso aperto a tutti gli strumentisti e riservato a quanti eseguono le musiche del maestro argentino, considerato uno dei più famosi bandeonisti a livello mondiale. Il "Premio Astor Piazzola" è un evento culturale speciale realizzato da alcuni anni nel periodo estivo. Il viaggio tra le musiche dei grandi personaggi dello spettacolo trova uno sguardo anche nel "Museo Internazionale della fisarmonica" dove è esposta la fisarmonica, oggetto unico.
La collezione è composta da circa 360 esemplari tutti diversi tra loro, compresa la preziosa collezione Giuseppe Panini (l'indimenticato "re" delle figurine, convinto appassionato dello strumento), molti dei quali "pezzi unici" provenienti da ventidue paesi diversi, è affiancata da una tipica bottega artigiana dell'inizio del secolo scorso. Alle pareti, oltre ad un'interessantissima documentazione fotografica dal 1890 al 1970, sono state collocate opere di artisti quali Marc Chagall, Tonino Guerra, Silvia Bugari, Rodolfo Gasparri e fedeli riproduzioni pittoriche di Giovanni Boldini, Fernand Leger, Gino Severini. Dislocate inoltre nelle varie sale, opere di scultura di Stefano Pigini, Franco Campanari, Edgardo Mugnoz.
Tra le curiosità sono da citare: una simpaticissima lettera di Federico Fellini, il primo disco registrato con la fisarmonica da Pietro Deiro, la partitura originale di "Adios Nonino" di Astor Piazzolla. Il museo è, tra quelli minori, uno dei più visitati delle Marche (media annuale circa 12.000 presenze). Ma Castelfidardo è il luogo della lirica. Diede, infatti, i natale a Mario Binci ed a Alfredo Balzelli, perle del canto italiano. L'allestimento museale, presso il palazzo Mordini, ha reso più visibile il ruolo di questi due personaggi con oggetti, documenti, manifesti originali, lettere autografe di Toscanini, Mascagni, Giordano ed altri.
L'esposizione testimonia la ricca attività artistica dei due cantanti e compositori di Castelfidardo che spaziò dall'attività concertistica dei lirici alla musica di genere. Mario Binci e Alfredo Balzelli hanno reso celebre nel mondo Castelfidardo. Del resto la carriera di Mario Binci è stata davvero fulminea. Dopo i primi successi ottenuti alla Fenice di Venezia con il "Cavaliere della Rosa" nel 1943, al teatro dell'Opera di Roma con "Tosca" e "Madama Butterfly" nel 1944, lavorò con Arturo Toscanini nel 1946 al teatro alla Scala per l'inaugurazione del "Nabucco" nel 1946. Le sue apparizioni in teatro vanno viste alla luce della fine della Seconda Guerra Mondiale. Ottenne anche un grande successo con la "Bohème" e con la "Dannazione di Faust" nel 1947. Il successo del cantante lo portò a calcare le scene di moti paesi. Non di minore lavoro artistico furono le interpretazioni di Africo Balzelli. Africo ha fatto conoscere la sua voce in molte città Italiane: San Carlo di Napoli, Carlo Felice di Genova nel Sud America: Colon dio Buenos Aires, Opera di San Paolo del Brasile, Opera di Taipei, Regio di Parma. Il vero fiore all'occhiello per Castelfidardo fu il riconoscimento nel 1938 da parte del Ministero della Cultura Popolare per rappresentare il bel canto italiano al concorso internazionale a Vienna in cui fu annoverato.