Il tratto di costa da Ancona a Porto Recanti conserva rovine di età picena e di epoca romana. Tra le vie del centro storico di Ancona si scopre una città legata alla Roma imperiale a partire dal II secolo a.C. Il nostro giro per Ancona archeologica inizia dal porto, dove si trova l'arco Traiano, dono dell'Imperatore alla città (115 d.C.). Dal lungomare Vanvitelli e proseguendo in direzione del colle Guasco incontriamo un'ampia area archeologica con i resti delle strutture del porto ed i resi dell'Anfiteatro Romano, imponente costruzione del periodo augusteo sopravvissuto per secoli. Si ritiene anche la struttura appartenga ad una "scuola gladiatoria", che fu ospitata in un edificio con mosaici dello stesso periodo. Salendo ancora il colle Guasco, l'antico Cumero, arriviamo alla Cattedrale di San Ciriaco, che sorge sui resti di un tempio dedicato alla Venere Euplea, dea protettrice della buona navigazione.
Nel sottosuolo di Ancona sono custoditi parecchi esempi di vita romana, che spesso emergono da scavi o ammodernamenti, come nel caso della domus con mosaici nell'attuale via Carducci, sotto il palazzo della Corte d'Appello, in piazza Stamina, dove sono state rinvenute strutture di età Imperiale in occasione dei lavori relativi al parcheggio sotterraneo e in via Matteotti, dove è possibile vedere una tomba monumentale di epoca augustea.
Da non perdere la visita al Museo Archeologico Nazionale delle Marche, a Palazzo Ferretti, dove poter osservare esempi di tutte le civiltà succedutesi nel tempo in territorio marchigiano dalla preistoria a Roma, con particolare attenzione per i Piceni, civiltà principe di questo territorio. Suggestiva è l'area archeologica de I Pini a Sirolo ritenuta una delle più importanti necropoli picene. Scoperta nel corso di alcuni scavi condotti nel 1989, vi sono state rinvenute tombe risalenti ad un periodo compreso tra il VI ed il IV secolo a.C. La scoperta ad oggi più importante nelle Marche è quella relativa alla tomba gentilizia ad anello detta della 'Regina picena di Numana e Sirolo', contenente un carro piceno con ruote e telaio quasi intatti, oltre a corredi di notevole pregio, ora conservati nell' Antiquarium Statale di Numana in via la Fenice. Comunque tutta l'area che gravita attorno al Conero costituisce un comprensorio di notevole interesse ambientale, paesaggistico e storico-culturale, in cui è attestata una continuità di frequentazione fin dal Paleolitico. Anche nell'età del Bronzo il Conero continua ad essere frequentato da diverse comunità umane che sembrano evitare, comunque, posizioni a diretto contatto con il mare, come è emerso dagli stanziamenti di Ancarano di Sirolo, del Bronzo antico e medio di Massignano di Ancona, del Bronzo medio e finale, unitamente agli stanziamenti appena individuati da rinvenimenti di superficie, a San Lorenzo di Sirolo e sul colle di Monte Albano di Numana.
A questa fase è ascrivibile l'importante insediamento della sommità della collina del Montagnolo di Ancona. È soprattutto nel corso dell' Età del Ferro (IX-VII sec. A.C.) e successiva età arcaica, classica ed ellenistica, nell' ambito della civiltà picena, che il comprensorio del Conero vede esaltata la sua funzione di testa di ponte nei collegamenti tra Mediterraneo orientale e Nord Europa. In quest' epoca, Ancona; Numana e Sirolo si qualificano come i principali centri piceni della zona (necropoli ed insediamenti piceni sono stati individuati anche a Recanati, Montatrice di Porto Recanati, Castelfidardo, Osimo e Camerino. Il corredo funerario della tomba de "I Pini" è esposto presso l'Antiquarium statale di Numana che raccoglie numerosi reperti. L'area di Sirolo-Numana è centro piceno dell'età protostorica.Sono visibili splendide suppellettili bronzee, resti di due carri e alcune testimonianze del municipio romano che sostituì l'insediamento piceno. A Pochi chilometri, invece, separano l'attuale la località balneare di Porto Recanati (poco distante dal centro abitato) dal suo passato, in direzione sud si scorge, infatti, un sito archeologico riportato alla luce dagli anni Ottanta. Gli studiosi conoscevano da tempo l'esistenza dell'antica colonia romana di Potentia, fondata nel 184 a.C. dai triumviri Quinto Fabio Labeone, Marco Fulvio Flacco e Quinto Fulvio Nobiliore, così come attestano le fonti scritte, in particolare Tito Livio.
Nel 56 a.C. (Cicerone, De har. resp. 28, 62) la città venne sconvolta da un violentissimo terremoto e perciò, nei decenni successivi, s'iniziò l'opera di ricostruzione. Nel periodo giulio-claudio la città si espanse oltre l'area precedentemente occupata: al limite est della tessitura urbana venne edificato un impianto in parte abitativo e in parte destinato ad attività produttive.
Con la caduta dell'Impero romano d'Occidente e le successive invasioni barbariche, la città imboccò la strada dell'inevitabile decadenza. L'area archeologica è stata dotata di un'aula didattica, in cui è possibile prendere lezioni concernenti la storia della città e le metodologie di scavo, previa richiesta da inoltrare al Comune di Porto Recanati o alla Soprintendenza Archeologica delle Marche.